Tagli a stipendi parlamentari: decideranno Camera e Senato

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A decidere dei “tagli” agli stipendi dei parlamentari non sarà più un decreto del overno, come previsto inizialmente dalla manovra, bensì un intervento di Camera e Senato. Lo scopo è sanare un intervento che sarebbe risultato illegittimo altrimenti.
Ma tale emendamento, previsto dal governo, prevede anche che se la Commissione guidata da Enrico Giovannini non dovesse giungere a risultati concreti entro il 31 dicembre, allora il compito spetterà al governo stesso.

Per ciò che concerne altri elementi della manovra, si evince che i taxi non sono inclusi nelle liberalizzazioni. Difatti ”Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea viene escluso dall’ambito di applicazione dalle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall’articolo 34 della manovra”, come annunciato da un emendamento presentato alle Commissioni Bilancio e Finanze delle due Camere.

Intanto, alla Camera dovrebbero arrivare in mattinata anche le attese novità in materia di pensioni, Imu ‘ammorbidita’ in relazione a redditi e carichi familiari ed anche una novità per le aziende in crisi: un emendamento che allunga di 72 mesi la possibilità di pagare le rate a Equitalia.
Sulle pensioni non si conosce ancora l’intervento che si attuerà, ma si parla di un intervento di perequazione dell’assegno al 70% per le pensioni tra 1.200 e 1.400 euro e lo stop alla rivalutazione per quello oltre i 1.400.

I sindacati continuano a protestare con la Camusso che critica la poca attenzione rivolta ai patrimoni rispetto all’interesse che c’è per le pensioni, mentre Angeletti sottolinea che dopo aver salvato l’Italia è necessario salvare gli italiani