L’Ocse chiede di modificare il reato di concussione

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Concussione

In risposta alla polemica nata intorno alla proposta del PD di modificare il reato di concussione (che riguarderebbe anche il processo Ruby nel quale è imputato l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ), Massimo D’Alema

su “ilfattoquotidiano.it” garantisce che non ci sarà “Nessun salvacondotto, è l’OCSE che in un suo recente documento affronta il problema ed avanza una serie di richieste per rendere più efficace la lotta alla corruzione”. “La parlamentare che si occupa di questi problemi (Donatella Ferranti ndr), sostiene che questa correzione si possa fare senza mettere in discussione i processi in corso. Nessuno vuole salvare Berlusconi, il problema è di aggiornare la nostra legislazione tenendo conto degli standard internazionali” .

Cos’è la “concussione”? (da Wikipedia)

<< La concussione (dal latino concussio-onis, derivato da concussus, participio passato di concutere, estorcere) è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione. È un reato proprio in quanto può essere commesso solo dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio. La condotta incriminata consiste nel farsi dare o nel farsi promettere, per sé o per altri, denaro o un altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione. Tale condotta può esplicitarsi in due differenti modalità: costrizione e induzione.

    * La costrizione è intesa nel senso di coazione psichica relativa, cioè essa implica la prospettazione di un male ingiusto alla vittima, la quale rimane tuttavia libera di aderire alla richiesta o di subire (eventualmente) il male minacciato.

    * L’induzione invece si realizza mediante comportamenti di sopraffazione del privato non direttamente riconducibili alla violenza psichica relativa (allusioni, silenzi, metafore) idonee a influire sul processo motivazionale del privato creando uno stato di soggezione psicologica. In questo contesto, la giurisprudenza negli ultimi anni ha creato la figura di “concussione ambientale” che si ravvisa quando il privato è indotto a compiere l’azione, più che da un comprovato comportamento induttivo del soggetto pubblico, dalla convinzione di doversi adeguare a una prassi consolidata, cioè la convinzione che quella dazione o promessa costituiscano i soli strumenti per ottenere un concreto agire degli organi amministrativi. >>