Londra: Julian Assange all’appello. Rischio estradizione in USA

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Julian Assange, l’ormai famosissimo fondatore di Wikileaks, il sito che ha diffuso in tutto il mondo i segreti delle diplomazie mondiali, si è presentato oggi davanti all’Alta Corte del Tribunale di Londra per discutere l’appello. Dopo circa quattro mesi dalla decisione in primo grado del Tribunale di estradarlo in Svezia per l’accusa di violenze sessuali intentategli da due donne, la Corte dovrebbe pronunciarsi entro giovedì, dopo due giorni di udienza.

Il timore maggiore di Assange riguarda un’eventuale estradizione negli Stati Uniti. Se la Corte dovesse pronunciarsi in tal senso, per il programmatore australiano potrebbe addirittura profilarsi la pena di morte. Difatti, negli Usa A ssange è indagato per la diffusione di oltre 250mila documenti segreti delle autorità diplomatiche americane.

Uno dei suoi legali è Gareth Pierce, uno degli avvocati inglesi più famosi che si occupa della tutela dei diritti umani e che ha dichiarato di essere pronto a portare il caso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo.
Nonostante l’hacker si proclami innocente e neghi le accuse, i suoi legali pensano che “ci sia il rischio che venga estradato”.

La squadra di legali di Assange,  presentatasi al Tribunale di Londra, ha basato la strategia di difesa su di un piano più tecnico. “Quello che l’accusa deve provare oltre ogni ragionevole dubbio è che se i fatti fossero accaduti a Londra avrebbero costituito condotta criminale”. La loro teoria è che “se si controlla cosa davvero vogliono dire i capi d’accusa si scopre che così non è”, ha spiegato Ben Emmerson, uno degli avvocati.

Naturalmente verranno valutate anche le dichiarazioni delle due donne che accusato Assange di reati sessuali , Miss A. e Miss S. “Nel Regno Unito” prosegue Emmerson “ la legge è chiara: se un uomo fa credere a una donna di usare un preservativo quando invece non lo sta indossando tale condotta non viene considerata come un crimine. In più, il rapporto sessuale sarà stato anche ‘rozzo e nervoso’ ma pur sempre consenziente. E quindi non può essere considerato come criminale a norma di legge”. “Il mandato d’arresto UE usa espressioni come ‘violenza’ e ‘restrizione dei movimenti’. Ma in realtà il contesto è quello di un rapporto sessuale consenziente. E quando miss A. ha chiesto ad Assange di usare un preservativo lui ha acconsentito”.