Stop di Napolitano al DDL, via al maxi-emendamento. Esame del Governo a Cannes.

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 Dalla Commissione Europea si fa sentire il portavoce della vicepresidenza Olli Rehn in merito alle misure proposte dal Governo italiano per uscire dalla crisi finanziaria. Il portavoce, in un intervista infatti, ha sottolineato che “e’ molto importante che l’Italia applichi strettamente gli impegni presi con la lettera presentata e che lo faccia nei tempi indicati”, entro il 2013, e contemporaneamente ha definito “speculative” le voci che prevederebbero un possibile fondo salva-stati per l’Italia.

Nel frattempo, in ambito nazionale, proprio sulla strada da percorrere per attuare degli interventi promessi ai vertici della Commissione Europea ha generato scombussolamenti politici. Il Premier Berlusconi, alcuni ministri tra cui in particolare Calderoli, e diversi esponenti del centro destra, avrebbero voluto un decreto legge, sottolineando l’urgenza, ma contemporaneamente la lega attraverso Bossi ribadisce i paletti sull’argomento età pensionistica.

A bloccare la strada del decreto però, interviene il Presidente della Repubblica. Secondo alcuni perché i suoi timori riguarderebbero la possibilità che in quel decreto ci sarebbero poi andati a finire anche quelle tanto temute modifiche del mercato del lavoro in merito ai licenziamenti facili. Secondo i più, tali timori, riguarderebbero invece la scarsa efficacia di un eventuale decreto, derivante dalla assente condivisione politica legata proprio a tale strumento. Condivisione che Napolitano ha più volte definito nei giorni scorsi come necessaria per suscitare credibilità nei mercati finanziari.

Unica strada percorribile dal governo resta quindi quella del maxi-emendamento, decisa ieri sera in consiglio dei ministri, che sarà discusso nei prossimi giorni nella commissione bilancio del Senato. Emendamento in cui non sarà inclusa né la “patrimoniale”, né il prelievo forzoso sui conti correnti.

Contento il ministro del Tesoro Tremonti, che fin dall’inizio è stato favorevole a questa strada, sostenendo che la “budget law ha una riconoscibilita’ e una credibilita’ maggiore all’estero”. In molti nel PDL malignano che non solo gli esponenti del centro sinistra, susseguititisi ieri nei colloqui informali con Napolitano, ma anche lo stesso Tremonti, abbiano convinto Il Presidente della Repubblica a porre lo stop alla strada DDL.. Ed infatti su Tremonti, Berlusconi ha fatto calare il gelo in Consiglio dei Ministri.

Intanto nel centro destra, oltre a queste defezioni, è circolata una “lettera di malcontento” sottoscritta da 6 pidiellini, in cui si chiede a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro e fa appello ai moderati. Il Presidente del Consiglio non farà nessun passo indietro, a farlo sapere ci pensa prontamente Angelino Alfano, segretario del suo partito, il quale nega l’esistenza di quella lettera aggiungendo “quando la riceveremo, ce ne occuperemo”.

Questa è la situazione che fa da sfondo al viaggio del Cavaliere verso Cannes nel quale dovrà sottoporsi ,assieme a Tremonti, al complicato esame europeo.