Quinto giorno di protesta, la Sicilia è in ginocchio

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Oggi è il quinto giorno di  battaglia degli autotrasportatori siciliani contro il caro benzina. La protesta è quanto mai efficace dato che la Sicilia è duramente provata, infatti i distributori di benzina dell’isola non hanno affatto aperto il servizio al pubblico e nei supermecati scarseggiano i beni di prima necessità. Secondo calendario lo sciopero dovrebbe terminare stasera, ma gli agricoltori e i pescatori hanno invece già annunciato che protesteranno ad oltranza.

Nel frattempo che la Digos continua le indagini su presunte partecipazioni alle manifestazioni di estremisti di destra o di sinistra, Ivan Lo Bello, il presidente degli industriali siciliani, vuole presentare denuncia “nelle sedi opportune” perchè sospetta che sia intervenuta anche la mafia nell’organizzazione dei blocchi stradaliFrancesco Messineo, Procuratore di Palermo, ha detto che ritiene giuste le preoccupazioni che ha manifestato Confindustria ma che per ora si può solo limitare a tenerle in “massima considerazione”. Il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo in un’intervista, parlando del ‘Movimento dei forconi’, ha spiegato che “Mi auguro che il governo, a partire dal presidente del Consiglio possa essere sensibile rispetto a certe problematiche che riguardano la Sicilia”.

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