Videocamere sui posti di lavoro: niente più ispettori e il pericoloso via libera per le nuove installazioni

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Conservare più personale per impiegarlo nella lotta al lavoro nero. Questo è il motivo con il quale il Ministero del Lavoro ha giustificato l’emanazione della circolare del 16 aprile 2012 che di fatto elimina l’obbligo di sopralluogo preventivo per le aziende che, sempre nel rispetto dello Statuto dei Lavoratori, chiedano la licenza per l’installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza.

Poichè negli ultimi mesi è notevolmente aumentato il numero di richieste per l’installazione di videocamere per la videosorveglianza di esercizi pubblici e negozi in generale, e poichè il numero di ispettori a disposizione del Ministero del Lavoro non è sufficiente a coprire tutti i sopralluoghi che andrebbero fatti allora è stato deciso dal Ministero di redigire tale circolare.

In pratica si tratta di una liberalizzazione sull’uso delle videocamere anche se il Ministero cerca di minimizzare ricordando che comunque chiunque installi un sistema di videosorveglianza

  • è obbligato ad apporre cartelli che avvisino clienti e dipendenti

  • ha il divieto di accedere alle immagini se non con modalità episodica, e solo a seguito di atti criminosi

  • deve evitare che l’installazione inquadri direttamente i dipendenti

  • non può in nessun caso controllare l’efficienza con cui svolgono il loro lavoro i dipendenti

  • deve concedere il diritto ai dipendenti di poter accedere ai video e alle immagini

 

 La domanda che sorge spontanea a tutti è: Saranno abbastanza etici i datori di lavoro da non perseguitare i lavoratori con questo potere che viene loro concesso?