Uganda. Oltre 900 i bambini morti in sacrifici umani.

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Il sacrificio umano di un bambino per ottenere soldi, salute e successo nella vita è la raccapricciante ed orrenda cerimonia a cui fanno ricorso in molti in Uganda, e secondo le stime di Jubilee Campaign ( una charity che si occupa di tutela dei minori ), fin’ora sono stati coinvolti oltre 900 bambini. Il consolidamento della tremenda pratica di chi crede nel sacricio umano sta aumentando, e ciò non riguarda solo i disperati e gli ignoranti, vittime magari di assurde credenze religiose, ma anche e soprattutto uomini d’affari e imprenditori locali che per compiere i riti si rivolgono  ai cosiddetti stregoni o witch doctors. Ciò ha fatto diventare i bambini dei beni commerciali all’interno di un assurdo mercato basato sul binomio domanda/offerta.ugandan-children copy

Da alcuni mesi vengono sempre più spesso ritrovati sempre più corpi orribilmente mutilati. La paura attanaglia sia i genitori che gli insegnanti che oramai sono costretti a fare i turni di guardia per evitare che i piccoli vengano rapiti. E la polizia, come illustra anche un reportage investigativo della Bbc, non fa assolutamente nulla per proteggere le vittime e tantomeno per dar la caccia ai killer.

Come ipotizza Peter Sewakiryanga, pastore a capo della chiesa Kyampisi Childcare Ministries,il motivo dell’aumento del numero di rituali che implicano la morte di minori è da immputare al fatto che “la gente ama il denaro e tanti vogliono diventare più ricchi”. I dati della polizia ugandese riportano che nel 2006 si verificò solo un episodio di questo genere, nel 2008 circa 25 e nel 2009 altri 29. Ma Sewakiryanga contesta fermamente le cifre diffuse dalle autorità e sostiene che soltanto nella sua parrocchia il numero di minori immolati è maggiore di quello dichiarati in tutta la nazione.

In uno degli ospedali di Kampala (la capitale) poco tempo fa è stato ricoverato il piccolo Allan, con svariati danni ossei e cerebrali, che è sopravvissuto ad uno di questi riti dove era previsto che fosse evirato e decapitato. Dopo un mese di coma, Allan ha riconosciuto chi lo aveva ridotto in fin di vita, un certo Awali, ma la polizia ha definito le sue dichiarazioni inattendibili. Allora Chris Rogers, un cronista investigativo della Bbc, si è messo sulle tracce di Awali, e fingendosi un facoltoso uomo d’affari ha sparso la voce che era alla ricerca di uno stregone per attuare un sacrificio propiziatorio. In pochissimo tempo è entrato in contatto con Awali che gli ha subito proposto l’incantesimo più potente: il sacrificio di un bambino, e gli ha spiegato il modus operandi, che lui stesso ha eseguito più volte, dicendo che “Esistono due modi di farlo, possiamo seppellire il bambino vivo dove stai costruendo la tua sede oppure possiamo tagliarlo a pezzi e mettere il suo sangue in una bottiglia. Se è maschio gli tagliamo la testa e i genitali, seppellendoli insieme alle mani e ai piedi”. Il giorno stesso Rogers ha denunciato il killer alla polizia, ma a quanto pare Awali gira ancora liberamente per la città. Sewakiryanga ha aggiunto che “I piccoli non hanno voce, perché viene messa a tacere dal silenzio della legge e della polizia e dalle persone che, pur leggendo questi fatti sui giornali, non alzano un dito. Noi dobbiamo resistere e fare tutto ciò che è possibile per estirpare questo male. E pregare. Affinché il governo ci ascolti”.

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