Strage Via d’Amelio: nuovi arresti, contestati i fini terroristici

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strage via damelio

Emergono novità nell’ambito delle inchieste sulla strage di Via d’Amelio che portò alla morte di Paolo Borsellino e della sua scorta. La revisione del processo sulla strage del ’92 include tre nuovi indagati: il boss Salvatore Madonia, e due esecutori, Vittorio Tutino e Salvatore Vitale. La Dia sta eseguendo delle ordinanze di custodia nei loro confronti.
Queste sono il risultato della nuova inchiesta portata avanti per revisionare il processo “Borsellino” e il processo “Borsellino-bis” davanti la Corte d’appello di Catania e deriva dalle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza. Lo stesso Spatuzza risulta indagato, per strage aggravata, insieme a Madonia, Tutino e Vitale.

Tra i destinatari dell’ordinanza c’è anche il pentito Calogero Pulci che è stato arrestato per calunnia aggravata a causa delle false dichiarazioni rilasciate nell’ambito del processo “Borsellino-bis”.
In più, per la prima volta dal 1992, viene avanzata anche l’ipotesi di reato che riguarda i fini terroristici. Secondo il gip di Caltanissetta “deve ritenersi un dato acquisito quello secondo cui a partire dai primi giorni del mese di giugno del 1992 fu avviata la cosiddetta ‘trattativa‘ tra appartenenti alle istituzioni e l’organizzazione criminale Cosa nostra”.

Il giudice, però, invita a non ritenere conclusa la vicenda perché “le indagini sulla strage sono state vulnerate dalla velenosa convergenza di fonti infide, fonti reticenti, silenzi e contorti comportamenti di soggetti, purtroppo anche appartenenti alle Istituzioni, che hanno compromesso il difficile percorso di accertamento dei fatti, prima ancora che delle responsabilità”.