Russia, affonda nave da crociera, più di 100 i morti

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A bordo circa 200 persone, almeno la metà ora non c’è più. Uomini, donne, bambini, turisti che viaggiavano sulla nave da crociera “Bulgaria” intrappolati all’interno dell’imbarcazione colata a picco nella acque del Volga, presso la località di Tatarstan a circa 800 Km da Mosca.

Era quasi mezzogiorno (ora italiana) di domenica 10 luglio quando la tragedia è avvenuta e le cause del disastro sono ancora da accertare. Si parla di una nave sovraccarica, con almeno 50 persone in più del limite consentito, che non avrebbe potuto trasportare tutte quelle persone. In appena 8 minuti la Bulgaria è affondata portando con sé almeno una trentina di bambini. Molti sono i dispersi, trovarli ancora vivi è una flebile speranza per i soccorritori che stanno lavorando in queste ore.

La Russia degli ultimi 30 anni non ricorda nessun altro disastro navale paragonabile a questo e, c’era da aspettarselo, iniziano le polemiche. Le autorità affermano che la Bulgaria era una nave solida, aveva superato tutti i test in materia di navigazione. I sopravvissuti parlano invece di mancanza delle più elementari misure di sicurezza, anche i giubbotti di salvataggio pare non si sapesse neanche dov’erano.

Secondo il sito Lifenews.ru un’ottantina di passeggeri sono stati salvati dall’allarme lanciato da un uomo che si trovava su un’altra nave poco distante dal luogo dell’accaduto. Questi, venuto a sapere della tragedia tramite il suo cellulare, avrebbe allertato il comandante della sua imbarcazione che si sarebbe diretta verso la Bulgaria, salvando la vita a molte persone.

Tra presunte verità e voci che circolano sul web quel che  certo che è che i corpi rinvenuti nelle acque del Volga sono molti, troppi e che tanti altri potrebbero essere ancora trovati.