Roma, gioco erotico finito male. Ragazza muore tra le corde

0
46

Roma – Aveva appena 23 anni la ragazza la cui vita si è spezzata a causa di un gioco erotico finito male.

Il trastullo sessuale non è andato come doveva e la giovane donna muore per asfissia tra le corde in un garage a Roma, in via Settebagni.

PRATICA SESSIALE SHIBARI – Protagonista della vicenda un ingegnere di 42 anni, Soter Mulè, esperto in tecniche sadomaso e sesso estremo. La vittima, insieme all’uomo e ad un’altra sua amica, si è ritrovata in un locale sulla Casilina ed ha bevuto qualche bicchiere di troppo assumendo, con ogni probabilità, degli stupefacenti. Così, tutti insieme, decidono di trasgredire, dirigendosi nei pressi del box sottostante gli uffici dell’Enav, agenzia per cui una delle due ragazze lavorava. Mulè, a quel punto, ha legato le due giovani secondo l’antica pratica orientale dello Shibari.

COME FUNZIONA – Pare che legando un soggetto con delle corde, inducendogli così un principio di asfissia, si generi in lui una sorta di piacere simile all’orgasmo. Il meccanismo è questo: si forma con le corde una rete che sale lungo il corpo fino intorno al collo. Con un’altra corda si tengono gli individui sollevati da terra per ricreare la struttura di una bilancia.

COSA è SUCCESSO – Una volta l’una e una volta l’altra, le due ragazze si davano una leggera spinta con la punta dei piedi in modo che, a turno, quella propulsa verso l’alto, provasse una sensazione di soffocamento. Così doveva essere, ma non è stato: la 23 enne sviene e l’uomo, in preda all’apprensione, non riesce ad intervenire.

I SOCCORSI – Poco prima dell’alba, Mulè chiama il 118, ma per la ragazza non c’è stato nulla da fare. Quando i soccorsi sono arrivati, era già morta. L’altra, invece, è stata portata d’urgenza in ospedale.

L’ingegnere è ora in stato di arresto.