Napoli – La guerra a De Magistris a colpi di sacchetti. Facciamo il punto.

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Napoli – “La mia città pulita in cinque giorni.

E senza inceneritori. Un intento chiaro, una posizione sempre assunta e ancora oggi sempre mantenuta che si scontra con la ruvidità dei fatti: Napoli non è pulita ed è passata una settimana.

Speranze disattese? Che il nuovo Sindaco di Napoli stia dimostrando incapacità politica? Quella tanto decantata in TV, radio e giornali dal centro-destra?

Potrebbe certamente esser così, ma tanto per fare un esercizio di fantasia proviamo a trovare alcuni tasselli e fare qualche somma per guardare il quadro completo.

Durante la campagna elettorale le posizioni assunte dai candidati furono tra loro nettamente distinte, uno era contrario all’inceneritore a Napoli EST, favorevole ad un piano di differenziata entro 6 mesi; l’altro era per l’inceneritore e la differenziata con calma e perfavore.

Gli aprifila del centro-destra non avevano alcun dubbio, “De Magistris riempirà Napoli di immondizia, la riciclata non è una soluzione e non potrà farla” e inoltre “[napoletani] ve ne pentirete” (Berlusconi poco dopo le elezioni).

16 Giugno.
Raphael Rossi eletto presidente dell’ASIA, il giovane 35enne dovrà stilare il piano per la raccolta differenziata a Napoli. Grande personalità di spicco del settore, con già tanti successi sulle spalle.

17 Giugno.
De Magistris dichiara “Napoli pulita in 5 giorni”

Come?

2000 erano le tonnellate di spazzatura in strada con una produzione giornaliera di 1250 tonnellate.

Il NeoPresidente ASIA Raphael Rossi «ha potenziato i turni giornalieri» (a eccezione della domenica), portandoli a tre e «lavorando quindi 24 ore su 24 sei giorni su sette»

Strumento più che adeguato il quale avrebbe permesso di caricare sui camion, non solo le 1250 tonnellate giornaliere ma anche uno scarto di altre 450 tonnellate arrivando ad un totale di 8500 tonnellate in 5 giorni, più delle 8250 che erano previste.

21 Giugno
A De Magistris vengono tagliate le gambe.
Dichiara Sodano (neo assessore all’ambiente) «Noi giunta, giovedì scorso, abbiamo presentato una delibera che prevede impianti di compostaggio in città, l’estensione entro settembre della raccolta differenziata fino a 325mila persone, una serie di misure per recuperare i materiali già durante l’emergenza. Noi non siamo responsabili del sito di trasferenza. All’impianto devono provvedere Provincia e Regione. Spero che presto, grazie alla nostra azione, non ne avremo più bisogno. E poi come la mettiamo che decisione scellerata, irresponsabile e razzista, adottata sotto il ricatto della Lega, di non consentire l’invio di rifiuti fuori regione?»

Una soluzione difatti avrebbe potuto essere quella di mettere a norma dei camion ed inviare parte del materiale “a Vendola” che si è sempre dimostrato disponibile, ma con la decisione di non consentire l’invio di rifiuti fuori regione neppure questo è stato possibile.

Così come il blocco illegittimo di una delle discariche da parte del Sindaco locale ha, di fatto, impedito che la spazzatura fosse tolta dalle strade.

Tutto ciò spiegherebbe tantissimo, il PDL non vuole aiutare De Magistris così gli si blocca ogni possibilità (lo sversamento sta a Regione e Provincia non al Comune). Ma non è tutto.

Sono giorni che per strada imperversano “proteste” violente che danno fuoco ai cumuli e rigettano immondizia in strada, ma cosa c’è realmente dietro?

Dietro tutto ciò c’è corruzione, camorra e tanta, tanta, criminalità.

Perché nessun cittadino napoletano, per quanto incazzato possa essere, si sognerebbe mai di togliere SACCHETTO PER SACCHETTO l’immondizia da un cassonetto per spostarla in cumuli davanti ai negozi più di marca.

Che ci sia qualcosa che non quadri è evidentissimo e non c’è bisogno di chissà quali congetture, basta vivere a Napoli per pochi giorni.

Perché non è normale che “gruppi di cittadini” vaghino per la città svuotando in strada tutti i cassonetti che incontrano.

Perché non è normale che alcuni dipendenti ASIA gettino l’immondizia in strada e non la carichino sul compattatore. (Nota: lo sciopero di molti dipendenti ASIA c’è, ma chi sciopera non va a lavorare non è che va a lavorare e poi butta in strada l’immondizia)

E a noi cosa resta?

Tanta spazzatura e tanta voglia di dire “NON SIAMO NOI“.

22 Giugno.

Berlusconi “Dovrò intervenire io, De Magistris ha abbandonato la città”

Ventilata la possibile riapertura della cava di Serre, ma il sindaco partenopeo ribatte: “Non è a norma. Non si prendano decisioni sconsiderate

Questi giochetti “sporchi” non funzionano più, ci alzeremo sulle nostre gambe e diremo BASTA.

De Magistris ha spiegato alle forze di partito che c’è chi non si fa comprare.

Il Referendum ha spiegato al Governo che c’è chi vuole scegliere e lo farà con tutto se stesso.

La camorra presto imparerà che Napoli si è stufata.

Forza De Magistris.

Forza Napoli.

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