Melania Rea, Parolisi aveva un complice

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L’atroce fine di Melania Rea lascia ancora tutti col fiato sospeso. Si va alla ricerca spasmodica del colpevole e dei possibili coinvolti.

Salvatore Parolisi, marito della vittima e primo indiziato, è in galera da quasi una settimana. Il caporalmaggiore, dedito al silenzio, si è avvalso della facoltà di non rispondere nonostante le sollecitazioni della madre della donna che vorrebbe la verità ad ogni costo.

Dalle ultime indagini è emerso che l’uomo potrebbe non aver agito da solo. Un complice avrebbe quindi aiutato Parolisi a fuorviare le investigazioni

Le procure di Teramo e Ascoli Piceno, secondo quanto rivela Il Centro, non hanno dubbi. A pagina 66 dell’ordinanza di custodia cautelare si legge chiaramente: “Si tenga conto della concreta possibilità che nella fase di vilipendio del cadavere Parolisi sia stato aiutato da terze persone o possa aver incaricato taluno per compiere tale azione“. Ancora non si conosce se gli inquirenti sospettino di un collega del caporalmaggiore o dell’uomo che segnalò la presenza del corpo esanime tramite telefonata anonima.

Il connivente, nell’eventualità responsabile per concorso di omicidio e/o vilipendio di cadavere, si sarebbe presentato sul posto il giorno successivo all’assassinio, e avrebbe provveduto ad infierire sulla salma con aghi di siringhe e incidendovi una svastica sulla pelle.

Per ora non v’è nulla di ufficiale, solo un’indagine interna della Procura di Ascoli. Si sta inoltre indagando attivamente circa un accendino macchiato di sangue ritrovato tra le gambe della vittima.