Maxi blitz anticamorra in Campania: 60 arrenti di cui 16 giudici tributari ed il valore di 1 miliardo di euro in confische

0
192
guardia di finanza

L’inchiesta giudiziaria è partita da alcuni “affari” riguardanti diversi esponenti di rilievo del clan camorristico Fabbrocino, ritenuto egemone nell’area vesuviana e del Nolano

(in provincia di Napoli) ma le indagini della Guardia di Finanza in brave tempo si sono estese a numerose altre operazioni illecite, fino a coinvolgere imprenditori operanti nei settori della commercializzazione del ferro, della compravendita immobiliare e della gestione di alberghi.

Inquirenti e finanzieri hanno accertato decine di contenziosi tributari, oggetto di episodi di corruzione, risoltisi in maniera favorevole ai ricorrenti, spesso in odore di camorra, con grave danno per le casse dello Stato.

Nel maxi blitz anticamorrs sono state richieste ed ottenute, dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, misure cautelari per 60 persone di cui, per 22 persone è stata disposta la custodia in carcere, per 25 gli arresti domiciliari, per 13 il divieto di dimora a Napoli. Tra questi, 16 giudici tributari, 8 tra funzionari e impiegati presso Commissioni tributarie, un noto avvocato (che è anche docente universitario di diritto tributario all’università Federico II di Napoli), un commercialista e persino un componente dell’ufficio del Garante del contribuente della Campania ed un funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

Nell’ambito della stessa operazione sono stati sequestrati beni per oltre un miliardo di euro tra attività finanziarie, quote societarie, conti correnti, terreni, fabbricati e auto: al centro dell’inchiesta c’è il gruppo Ragosta, holding con fatturato da 200 milioni di euro che fa capo a Fedele Ragosta, organizzato in quattro divisioni autonome: Ragosta Steel, Ragosta Real Estate, Ragosta Hotel e Ragosta Food.