Gettati dai barconi e uccisi per far tornare il mare calmo, la tragedia di alcuni immigrati

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Era il primo maggio quando sulle coste di Lampedusa approdava un barcone con 461 immigrati, uno dei tanti di questi giorni. E invece no, pare proprio che questa storia sia ancora più sconvolgente di quelle che siamo tristemente abituati a sentire su questi viaggi della speranza.

Un ragazzino ghanese di 16 anni, appena giunto a terra ha dichiarato alle associazioni di volontari, di aver assistito all’omicidio di sei immigrati e allo stupro di alcune donne che erano con lui sul barcone.

Colpevoli di questi reati sarebbero 4 scafisti nigeriani che, a detta del suddetto ragazzo, avrebbero gettato volontariamente in acqua i malcapitati per dei “riti propiziatori” in modo da far cessare l’ira degli spiriti e far tornare il mare calmo.

I volontari che hanno ascoltato questo racconto hanno subito allertato le autorità e, in seguito ad interrogatori eseguiti su altri profughi, sembra che il tutto sia accaduto sul serio. Pare che anche il minorenne ghanese sia stato vittima dei 4 ma, a differenza degli altri, è riuscito a scampare alla tragica fine.

Un vero e proprio sacrificio, che il giovane espone così:

“Eravamo in viaggio da due giorni, il mare si stava ingrossando e un gruppo di nigeriani ha deciso che l’unico modo per far tornare il tempo buono era sacrificare qualcuno di noi”.

La squadra mobile di Agrigento continua ad indagare ed un fascicolo è stato aperto dalla procura.