Francesco Pinna: morto per pochi euro

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Francesco Pinna è morto mentre svolgeva un lavoro retribuito solo 6,50 euro all’ora. Per chi stranamente non lo sapesse, stiamo parlando dell’operaio schiacciato dal crollo del palco allestito per il concerto di Jovanotti.

Era un ragazzo di soli 20 anni che aveva deciso di conquistare le propria autonomia pagandosi da solo gli studi universitari. Un giovane, diverso da molti altri, che sceglieva di non gravare sulle spalle della famiglia.

Non appena i cari del ragazzo scomparso hanno compreso che sotto quel cumulo di macerie c’era il loro Francesco, le urla sono state strazianti. Una ragazza ha urlato “Francesco! Francesco ti amo, torna ti prego”. Scene che non potranno mai essere dimenticate, un dolore che segnerà per sempre la vita di alcune persone.

Pinna aveva anche tutte le protezioni per svolgere quel preciso lavoro, ma niente è servito. Il ragazzo lavorava, con assunzione regolare, per la Cooperativa sociale OnStage. Lo stesso Jovanotti ha dichiarato, tramite Facebook, che Francesco era un lavoratore a giornata ed era assunto con contratto regolare. Tale tesi è stata sostenuta anche dal presidente Paolo Rizzi.

La frase che gira su Facebook racchiude il pensiero di tutta l’Italia, rimasta attonita dinanzi tale disgrazia: “Non si può morire per 5 euro l’ora…”.