Detenute di Trieste: la gravidanza per la libertà

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Gli errori non sono unicamente quelli facilmente recuperabili, ma alcuni richiedono una punizione maggiore come la detenzione. Rinunciare alla libertà di poter vivere la propria vita non è certamente facile. Scrutare il mondo solo attraverso alcune sbarre può portare le persone ad un grado di esasperazione tale da cercare la “salvezza” in ogni modo.

Questa frustrazione ha condotto alcune donne del carcere del Coroneo (Trieste) a mettere in pratica un piano per riuscire a riassaporare una qualsiasi forma di maggiore libertà.

Non stiamo parlando di evasione, ma di gravidanza. Le donne che aspettano un bambino, infatti, hanno diritto a delle detenzioni alternative.

Sembra impossibile che delle carcerate possano rimanere ingravidate durante una detenzione, eppure il loro preciso piano si basa proprio su questo, sfruttando la particolarità di tale penitenziario. Difatti la struttura è una delle poche che accoglie detenuti sia maschi che femmine.

Nonostante gli ambedue sessi non possono assolutamente avere nessun tipo di contattato fisico, le donne hanno sfruttato i luoghi in cui la distanza diviene poca per farsi passare il “seme”. Lo sperma, appartenente ad un carcerato scelto in precedenza, veniva immesso in un guanto e poi successivamente lanciato alla detenuta interessata che improvvisava una primitiva inseminazione.

Fino ad ora si tratta solo di tentativi, nessuna donna è riuscita a rimanere incinta, ma il sistema è stato scoperto e fatto presente al Tribunale di Sorveglianza e alla Procura della Repubblica di Trieste.