Camorra e crisi: i clan chiedono il pizzo anche agli immigrati

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I clan della camorra stringono la loro morsa anche su clandestini ed extracomunitari. Il fenomeno è sempre più diffuso e tragico, tanto che ha superato quello del caporalato.
Venditori di fazzolettini ai semafori, lavavetri, ragazzi che la notte si stabiliscono vicino ad un selfservice per rifornire di benzina le auto per pochi centesimi di mancia. Tutto questo gruppo di persone è ormai costretto a dividere i propri miseri guadagni con la malavita organizzata. Non è raro, adesso, che queste persone siano costrette a scendere a patti con i camorristi per poter “lavorare” in una zona già “occupata” dal clan di turno.

Inoltre, i venditori di fazzolettini sono obbligati a rifornirsi dai clan e anche chi chiede l’elemosina deve dividere i propri guadagni con loro.
L’inchiesta è stata portata avanti dal quotidiano Il Mattino di Napoli e dimostra come, soprattutto gli africani provenienti dal Senegal, dal Burkina Faso e del Ghana, ormai si vedono sempre meno sulle strade della provincia ad attendere un camioncino che gli possa offrire una giornata di lavoro, ma sono costretti ad essere sotto scacco della camorra.