Anonymous: perquisiti e denunciati alcuni componenti

0
68
anonymous

Il gruppo hacker che aveva dato vita all’operazione AntiSec insieme agli Anonymous aveva intravisto lo scendere delle tenebre e così aveva deciso di navigare per acque lontane, tirandosi fuori delle azioni di attacco.

Anonymous, però, ha continua a colpire siti governativi affondando le sue mani in operazioni che hanno superato di gran lunga i limiti della legalità. Sono entrati, in questo modo, inevitabilmente nel mirino del Centro Nazionale Anticrimine Informatico della Polizia delle Comunicazioni.

Ogni mossa dei pirati informatici veniva minuziosamente analizzata e le tracce hanno portato le autorità a redigere una lista di sospettati di circa 36 persone. I dubbi erano certamente alimentati da alcune prove che hanno consentito di ottenere dei mandati di perquisizione nelle dimore di questi ipotetici Anonymous.

Ieri mattina i forse componenti del gruppo che ha fatto tremare il mondo del web hanno ricevuto una retata èer esaminare le loro case in cerca di prove schiaccianti.

Il Corriere della Sera ha affermato che la mente del gruppo sarebbe stata scoperta e indagata. Si tratta di un ragazzo italiano di 26 anni residente in Canton Ticino. Il giovane sfoggiava il suo nickname “Thre” e la sua dimora rappresenta forse la “base” italiana del gruppo.

Attualmente sono scattare 15 denunce che accusano ragazzi tra i 15 e 18 anni. Coinvolto anche un giovane abruzzese di 19 anni. Lo studente aveva appena terminato l’esame di maturità quando ha visto arrivare le forze dell’ordine. Poco dopo ha confermato il suo coinvolgimento sottolineando, però, la sua buona fede non sapendo che le loro azioni stessero violando la legge, ma pensava si trattasse solo di semplici manifestazioni di protesta.