Protesi al silicone difettoso della francese “Pip”, a rischio anche gli uomini

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Jean-Claude Mas

Sul quotidiano francese “Le Parisien” è emersa la notizia che il famoso silicone difettoso, utilizzato dall’azienda francese “Poly Implant Prothese (PIP)” per le protesi mammarie, è stato impiegato anche per produrre protesi maschili. Si tratterebbe di protesi per glutei, pettorali e testicoli e sembra che siano state commercializzate anche in Italia.

Su Le Parisien si legge che “alcuni dipendenti avevano ricevuto addestramento apposito per utilizzare una macchina che produceva testicoli in silicone”.

Jean-Claude Mas, il fondatore dell’azienda che produceva tali impianti, è ormai da giorni al centro dello scandalo. Mas, ha 72 anni, ed ha confessato agli inquirenti che il silicone usato, sia per le protesi destinate alle donne che per quelle destinate agli uomini, è stato fabbricato con una formula di sua invenzione che riguarda il 75% delle sue protesi e che a suo dire “non presenta nessun rischio per la salute”. “Sapevo che il gel non era certificato. L’ho fatto consapevolmente – ha aggiunto – perché il gel Pip era più economico e la resa migliore”.

Secondo il governo di Parigi, le protesi dovrebbero essere espiantate da tutte le donne e gli uomini su cui sono state inserite perché rischiano di rompersi e far circolare nell’organismo il silicone industriale di cui sono fatte.

I dati pubblicati oggi dal Comitato medico che segue le vittime della Pip sono sconcertati: 1.143  gli impianti rotti e 495 le infiammazioni al seno che hanno reso necessario l’espianto. Fino ad ora, in Francia sono stati praticati 672 espianti. Per le autorità sanitarie sono 20 i casi di cancro segnalati su donne portratrici delle protesi incriminate, di cui due mortali. E lo scandalo delle protesi cancerogene è arrivato anche in Cina, dove sono state scoperte 912 protesi prodotte dalla Pip. Ma ancora nessun nesso è stato accertato tra la malattia e il silicone.