La “pistola salvacuore” è arrivata anche in Italia

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pistola salvacuore

Ha la forma di una pistola ma puntandola contro il cuore salva la vita alle persone.

Il successo di questa tecnica risiede nella degenza ridotta a carico dei pazienti, nell’impatto limitato dell’anestesia e, soprattutto, nella ridottissima invasività che per i pazienti affetti da stenosi valvolare aortica (circa un terzo del totale) non operabili con la tecnica convenzionale (perché troppo rischiosa), risulta essere un’alternativa vincente.

La “pistola salva cuore” è nata negli Stati Uniti e consente di inserire rapidamente un condotto dal ventricolo sinistro all’aorta discendente by-passando la valvola aortica malata.

Questo tipo di intervento è stato eseguito per la prima volta in Italia presso l’ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna dal professor Roberto Di Bartolomeo e dalla sua equipe ad una anziana di 86 anni dimessa dopo sette giorni di ricovero. L’intervento, durato poco più di due ore (circa la metà rispetto alla procedura classica), è stato portato a termine con successo, il 18 novembre scorso.

Questa patologia (la stenosi valvolare aortica), determinata principalmente dall’avanzare dell’età — spiega il professor Di Bartolomeo —, comporta una calcificazione dei tre lembi della valvola, riducendo il passaggio del sangue e producendo sintomi quali difficoltà respiratorie, dolori coronarici e nei casi più gravi sincope”. Se non operati, i pazienti in stadio avanzato hanno in media da 1 ai 3 anni di vita, una prognosi “infausta, soprattutto se si tiene conto che il 50% dei pazienti con questa patologia non può essere operato, ha detto Di Bartolomeo. Fermare il cuore in sala operatoria può creare complicazioni in una persona anziana affetta da altre patologie, e potrebbe esserle addirittura fatale.

Con questa tecnica è stato risolto il problema:”Questo strumento pratica un foro sulla punta del cuore e, mentre gonfia un palloncino per evitare sanguinamenti, inserisce nella parete muscolare una protesi a forma di ‘tubo’, con al suo interno una valvola biologica. L’altra estremità viene poi collegata all’aorta, bypassando di fatto la valvola malata”.

 

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Ha la forma di una pistola ma puntandola contro il cuore salva la vita alle persone. Questa tecnica innovativa, nata negli Stati Uniti, consente di inserire rapidamente un condotto dal ventricolo sinistro all’aorta discendente by-passando la valvola aortica malata.

Il successo di questa tecnica risiede nella degenza ridotta a carico dei pazienti, nell’impatto limitato dell’anestesia e, soprattutto, nella ridottissima invasività che per i pazienti affetti da stenosi valvolare aortica (circa un terzo del totale) non operabili con la tecnica convenzionale (perché troppo rischiosa), risulta essere un’alternativa vincente.

La “pistola salva cuore” è nata negli Stati Uniti e consente di inserire rapidamente un condotto dal ventricolo sinistro all’aorta discendente by-passando la valvola aortica malata.

Questo tipo di intervento è stato eseguito per la prima volta in Italia presso l’ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna dal professor Roberto Di Bartolomeo e dalla sua equipe ad una anziana di 86 anni dimessa dopo sette giorni di ricovero. L’intervento, durato poco più di due ore (circa la metà rispetto alla procedura classica), è stato portato a termine con successo, il 18 novembre scorso.

Questa patologia (la stenosi valvolare aortica), determinata principalmente dall’avanzare dell’età — spiega il professor Di Bartolomeo —, comporta una calcificazione dei tre lembi della valvola, riducendo il passaggio del sangue e producendo sintomi quali difficoltà respiratorie, dolori coronarici e nei casi più gravi sincope”. Se non operati, i pazienti in stadio avanzato hanno in media da 1 ai 3 anni di vita, una prognosi “infausta, soprattutto se si tiene conto che il 50% dei pazienti con questa patologia non può essere operato, ha detto Di Bartolomeo. Fermare il cuore in sala operatoria può creare complicazioni in una persona anziana affetta da altre patologie, e potrebbe esserle addirittura fatale.

Con questa tecnica è stato risolto il problema:”Questo strumento pratica un foro sulla punta del cuore e, mentre gonfia un palloncino per evitare sanguinamenti, inserisce nella parete muscolare una protesi a forma di ‘tubo’, con al suo interno una valvola biologica. L’altra estremità viene poi collegata all’aorta, bypassando di fatto la valvola malata”.