Coldiretti : per il pranzo di Natale un calo nella spesa di 2,3 miliardi di euro

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Come ogni anno il cenone della Vigilia e il pranzo di Natale sono stati immancabilmente festeggiati però con alcune sostanziali differenze. Innanzitutto ben 9 italiani su 10 hanno deciso di trascorrerlo a casa in compagnia di amici e parenti ed inoltre la spesa legata all’acquisto di cibi e bevande è calata del 18% rispetto al 2010.

I dati arrivano direttamente dalla Coldiretti che ha mostrato che i prodotti più consumati sono stati quelli Made in Italy a discapito di champagne, ostriche e caviale. Quindi, con la crisi, gli italiani sono tornati a riscoprire, volenti o nolenti, gli antichi sapori della tradizione come pizze rustiche, pasta e bolliti di carne. Le stime fornite dalla Coldiretti evidenziano una spesa di cira 850milioni di euro per pesce, carne e insaccati, 490milioni per spumante, vino e altre bevande, 400milioni per il pandoro e dolci vari, 270milioni per ortaggi, frutta e conserve ed infine 190milioni di euro per formaggi e uova.

SPESA per il PRANZO DI NATALE (in milioni di euro) :

Pesce, carne, ragu’ e salumi, ecc. 850

Spumante, vino e altre bevande 440

Dolci, panettone, pandoro 400

Frutta, ortaggi e conserve 270

Pasta e pane 200

Formaggi e uova 140

TOTALE 2.300 (Fonte: Elaborazioni Coldiretti)

E seppur siano stati spesi 50 euro in meno a testa, la Codacons avverte che per i saldi (che inizieranno il 5 gennaio) è previsto un grande flop, con un calo delle vendite del 35%, ”Ogni cittadino ha effettuato tagli nei vari settori relativi al Natale, dai regali agli addobbi per la casa, con la conseguenza che rispetto agli anni passati, ogni cittadino ha speso mediamente 48 euro in meno”. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, sottolinea infatti che : ”Prevediamo il flop dei saldi invernali i cittadini in un momento di grave crisi come quello attuale, non ricorreranno agli sconti, e taglieranno ulteriormente gli acquisti. Rispetto ai saldi invernali dello scorso anno, quest’anno saranno un clamoroso calo, con riduzioni delle vendite che andranno dal 30 al 40%”.