Economia Italiana, Tremonti allo sbando. Sentiamo odore di aria fritta.

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Grave l’emergenza dei mercati in questo caldissimo mese di Agosto, il governo dice di star lavorando alle misure da presentare al Consiglio dei ministri, spinto dal fiato sul collo della Bce e di tutto il popolo Italiano.

Ma chi c’è a guidare le redini del paese?
Un Tremonti attaccato dalla sua stessa maggioranza, diventato ormai un capro espiatorio che dovrà pagare il salato conto del governo del fare. 

Viene da chiedersi: le mani sono ferme e i nervi saldi al Governo?
Affatto.

“No, non mi ha convinto. Bisogna saper dire anche dei no, perché altrimenti si rischia una crisi”, è così che Bossi manifesta ai cronisti tutte le sue perplessità lasciando Montecitorio. 

Il punto cruciale è che di questa benedetta lettera della Bce al governo italiano, non se ne sa nulla.
Un mistero pari quasi al mistero di Fatima, solo Tremonti conosce il testo di questa lettera, il popolo Italiano ne saprà il contenuto in comode puntate settimanali, l’opposizioni si attacchi al tram.

 

La sostanza è che oggi Tremonti ci ha lasciati con tanti forse, tanti potremmo e pochi faremo.

“Incontro oggi positivo e costruttivo” – così il ministro dell’Economia – “[…] Sulle rendite finanziarie la scelta é stata definita con un allineamento delle aliquote. La scelta é stata fatta in sede di riforma ma non abbiamo nulla in contrario ad un intervento diretto”

Nella ricetta c’è anche altro: riduzione degli stipendi degli statali e licenziamenti più facili, così come da “indicazioni Bce”, sempre sulla fantomatica lettera che noi non possiamo vedere.

“Forme più forti per la lotta all’evasione”, sembra quasi un eco lontano che ogni tanto si fa risentire, lotta all’evasione, lotta all’evasione. Lotta all’evasione dallo stesso governo che ha varato lo scudo fiscale.

Ricordiamolo.

Ci sarà da lavorare anche sulle pensioni a quanto pare, si ipotizza un blocco dal 2012.
Gente che lavora da 50 anni e che vuole pure la pensione per morire di fame nonostante quella, ma vedi te.

I dettagli però non sono ancora pervenuti.

Non è finita: “evitare forme di abuso dei contratti a tempo determinato, da quelle parti crea effetti di instabilità della persona che possono essere negativi sull’economia. Finisce che sono tutti dei ‘subprime'”

La soluzione appare essere il licenziamento veloce e legittimo.

Il tutto mescolato con un pizzico di “pareggio di bilancio a Costituzione”, una frase in se del tutto insensata, che pare quasi un’estrema ancora di salvezza per dire “noi le vogliamo fare le cose, è che non ce le fanno fare”, un Don Chisciottesco modo di fare che ormai “non attacca” e che ha tanto il sapore di aria fritta.

L’Italia è allo sbando e tutto ciò porterà alla guerra civile, solo che loro non lo vogliono capire.

Chiudo con una citazione:

«Questo scemo è da ricoverare»
Pier Ferdinando Casini su Giulio Tremonti