TOGLIETECI TUTTO MA NON LA MORALE

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C’era un paesino immerso nel verde dove un tempo si respirava l’odore del polline e si sentivano i pettirossi  cinguettare in lontananza , il sole entrava prepotentemente nelle case e invitava i bambini a giocare insieme per le strade, la gente camminava tra i viali alberati dicendosi buongiorno . Un giorno però, si presentò alle porte il Demiurgo, l’intelligenza operante, artefice del cambiamento, e ogni cosa mutò:gli alberi furono sradicati e le vie , ormai spoglie , inondate di automobili ; l’odore dei fiori fu sostituito dal fetore delle discariche e per le strade  la gente , adesso , non si guardava neanche . Il cielo era grigio perché persino il sole si rifiutava di illuminare un luogo nel quale le bellezze della natura erano state soppiantate da creazioni artificiose e nocive . Nessuno più usciva all’aria aperta  e tutti finirono col rinchiudersi  in grandi palazzi di vetro con negozi dentro : si erano ridotti a vivere all’interno di un mondo fittizio e illusorio a scapito di quello vero, dimenticandone la vera ragione. Ognuno era preso da sé e dai propri interessi, non curante delle ferite profonde inferte alla natura che , ormai stanca , aveva finito col ribellarsi alla presunzione di chi aveva deciso di dominarla. Ciò nonostante , il Demiurgo continuò ,imperterrito ,a costruire e distruggere , avido di sentimenti e schiavo del denaro , dimentico di quei valori e ideali che un tempo avevano reso l’uomo libero . Di più , voleva di più , sempre di più , il Demiurgo si poneva al di sopra di tutto e ,credendosi pari ad un dio , intendeva governare il mondo , sottometterlo ai propri voleri. Ma quando un giorno, il mondo minacciò di sgretolarsi sotto i suoi occhi, il Demiurgo ebbe paura e si chiese : Come arrestare il meccanismo innestato? D’un tratto, sentì una voce : “Povero uomo, vittima di se stesso e della tua presunzione. Povero uomo , smanioso e insaziabile, mai contento di quel che possiedi e sempre alla ricerca dell’altrove. Povero uomo curioso e bramoso di conoscenza.  Creatura  sola e infelice . Povero Demiurgo: l’unico nemico che hai , è te stesso.” D: “Chi sei , chi sei tu che ti fai beffa di me? Mostrati se ne hai il coraggio.” La voce in lontananza  rispose:” Sciocco , smettila di voler esercitare il controllo su ogni cosa , ci sono cose al mondo che non si possono dominare : la natura ,ad esempio; il tempo “…D: Ma tu chi sei ?. la voce senza un volto rispose: la tua Coscienza.

Cari lettori, vi capita mai di fermarvi e constatare, guardandovi intorno, come sia atto di forza riuscire a vivere all’interno di un sistema nel quale dominano ingiustizia e prevaricazione. Ognuno di noi, inconsapevolmente, è un eroe perché in grado di affrontare il quotidiano in un mondo  ormai affetto da un male incurabile: l’egoismo di massa. L’uomo  è sempre andato, fin dall’istante in cui ha aperto gli occhi al mondo, alla ricerca di spazi sempre più grandi  perché  schiacciato da un pressante senso di inadeguatezza , o peggio  ,insoddisfazione, finendo col crearsi un vano e illusorio traguardo : il raggiungimento di una felicità della quale, ignorandone l’essenza , non riuscirà ad appropriarsi , oggi più che mai. Ognuno aspira all’autorealizzazione , erroneamente intesa come  prostrazione all’edonismo più sfrenato e alla trasgressione, nessuno più è portatore di valori autentici o promotore di buone intenzioni . Come riuscire , dunque , a sottrarsi al contagio di una società ormai contaminata, colpita da un consumismo cronico , materialismo dilagante ed egoismo imperante? Una società nella quale  ci si stanca facilmente dell’altro ,come di un undumento vecchio , la donna è finita col fare le veci dell’uomo che , impaurito ,  ha preferito rifiutare , aprioristicamente, il mondo minaccioso delle responsabilità; la politica è straniera e l’ignoranza di casa ; la cultura è non considerata , tutto sembra gravitare intorno al sesso e ,cosa più grave , pochi sembrano disposti ad adoperarsi affinché le cose cambino. Come salvarsi dal morbo dell’indifferenza? Come spronare gli animi per far si che l’uomo non venga inghiottito dal male del quale lui stesso è artefice?