Il caso e la necessità – Jacques Monod

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“Il caso e la necessità” è il libro che ha fatto conoscere Jacques Monod al grande pubblico. Monod è stato una delle figure più importanti della biologia del secolo scorso nonche’ un raffinato ed acuto intellettuale. Questo libro è la sintesi del suo pensiero.

Come dice il titolo, l’orgine dell’uomo risiede nel caso, perchè sono stati dei fattori casuali quelli che hanno prodotto le prime macromolecole organiche (i primi mattoni della vita) miliardi di anni fa negli oceani primordiali ed è sempre la casualita’ delle mutazioni genetiche che determina l’evoluzione delle specie. Ma è nel campo della selezione naturale che è insita la necessità di sopravvivere di moltiplicarsi di preservare la specie. E’ questo “progetto” autoinnescato, che Monod chiama principio di teleonomia, fa si che tutte le mutazioni favorevoli vengano trasmesse a discapito di quelle sfavorevoli alla sopravvivenza. In sostanza è l’ordine che si genera dal caso.

Ma quest’opera non ha solo un carattere divulgativo che ci fa (ri)scoprire i fondamenti della biologia moderna: DNA, proteine, morfogenesi, differenziazione delle specie, evoluzione, ecc. Essa e’ un’ opera ben piu’ profonda e gnoseologicamente articolata. Monod utilizza la sua grande capacità di analisi e sintesi scientifica  per mostrarci i fondamenti oggettivi e fisici dell’essere umano e il ruolo che egli ha nella natura. Al di la’ di ogni (falsa) credenza, questo è il suo motto.

Il “caso e la necessità potrebbe essere paragonata per intenderci al “Discorso sul Metodo” di Cartesio e non a caso il libro ha suscitato nel mondo scientifico e filosofico il più grande dibattito dopo “L’origine delle specie” di Darwin. Monod infatti pone alla base del suo discorso scientifico proprio la selezione naturale ma la arricchisce e la motiva grazie anche  alle grandi e rivoluzionarie scoperte della biologia molecolare e della genetica che si stavano sviluppando proprio in quegli anni, grazie anche alle sue ricerche scientifiche (per queste egli vincerà il premio Nobel nel 1965).

L’autore potrebbe essere accusato da alcuni di troppo scientismo. Ma il suo intento è far vedere come la conoscenza scientifica non sia solo uno strumento per migliorare il nostro stile di vita o per ampliare le nostre conoscenze fine a se stesse. La scienza non è nemica dell’uomo perchè gli togli il suo desiderio di trascendenza e immanentismo. L’intento ultimo e anche la sua speranza è quella di avere nella scienza la vera chiave di volta per far progredire umanamente (e non solo tecnologicamente) l’uomo, perche’ essa si basa sul principio di oggettività. Questo è l’assioma portante della scienza moderna. Ed egli afferma saldamente che solo da questo principio è possibile creare una nuova etica, quell’etica della conoscenza, svincolata da tutte le credenze e da tutte le falsità religiose e filosofiche che ci consenta di creare finalmente una società più giusta e darci una nuova serenità di spirito che plachi il malessere dell’animo che scaturisce  ogni qual volta che iniziamo a riflettere sulle reali cause e finalità della nostra esistenza in questo Universo.

In definitiva un libro altamente consigliato a tutti quanti.