Il carteggio Aspern

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Il carteggio Aspern

The Aspern papers di Henri James è stato pubblicato per la prima volta  nel 1888…è lo stesso H.James del più noto  Ritratto di signora!Chi non lo ricorda!..

La passione che investe  l’io narrante nella ricerca di qualunque oggetto sia appartenuto al poeta americano Aspern è assoluta:un’artista della parola vissuto agli inizi dell’ottocento di cui egli è diventato ossessionato cultore, sentendo di voler conoscerne gli aspetti anche più intimi,pronto a tutto pur di ottenerli..o quasi!

Scopre,infatti,dell’esistenza a Venezia di una donna, miss Borderau che sarebbe stata amante e musa di Jeffrey Aspern(quando?un secolo prima?)senz’altro in possesso di documenti preziosi appartenuti al poeta:il famoso carteggio,appunto!e ben altro. Il desiderio di fondere e confondere il passato con il presente si fa strada nelle mente dell’uomo che da semplice intellettuale curioso e appassionato si trasforma in semplice  “canaglia”.

La rintraccia e spacciandosi per un intellettuale interessato alla storia di antichi sontuosi palazzi ormai in rovina spende tutto il suo patrimonio per un esoso fitto di parte della casa,abitata oltre che dalla vecchia signora senza età,da una nipote Miss Tina.

Dall’iniziale strumentalizzazione dell’uomo,intenzionato a carpire la fiducia delle due donne e ad entrarne in intimità pur di raggiungere l’agognato scopo,ci si inoltra lentamente nelle intenzioni dell’anziana e decrepita donna che assai più scaltra di lui ne ha compreso i motivi e subdolamente ha già pianificato ben altro:il carteggio in cambio della “sistemazione”della nipote.

Quest’ultima, ignara delle intenzioni della zia,tende già di suo a considerare l’uomo un potenziale amante e pur legata alla parente,si lascia irretire per consentire all’uomo di recuperare quanto richiesto..ma egli non è disposto proprio a tutto per ottenere il materiale e rifiutando la donna alla morte della zia si trova costretto a rinunciare anche al tesoro:distrutto e incenerito. Si salva soltanto un ritratto dell’autore, che egli finge di vendere per la non più giovane donna e consumando gli ultimi risparmi è costretto a ricordare,guardandolo,il carteggio perduto.

Emerge nella storia tutta l’ansia di prendere possesso del passato anche a costo di calpestare il presente..quasi che la bellezza svanita se recuperata e apprezzata nel suo intrinseco valore potesse restituire lucentezza alla insignificante realtà del momento….risulta persino stonata l’avidità della vecchia signora,un tempo lontano musa ispiratrice del genio…

L’anelito di sapere se e come il carteggio troverà la luce e giungere in fondo alla storia produce un’inevitabile delusione e sconforto per il suo epilogo….quasi quanto per il Ritratto di signora!