Ritratto di signora

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La storia della signora di cui Henry James ritrae il suo ritratto è quasi paradossale.

Lei appare da subito con la sua aura di donna giovane,bella e indipendente in una cornice fatta di vestiti attillati e svolazzanti,giardini fioriti e arredi sontuosi.

Riempie il cuore di entusiasmo la capacità con cui respinge  la richiesta di matrimonio del primo pretendente e l’animosità con cui si giustifica con lo zio:lei non riesce proprio a pensare di poter racchiudere la sua vita in un contenitore già predeterminato e già confezionato ,per quanto dorato e cospicuo possa apparire. La ricchezza che cerca è dentro di sé,nell’osservazione della propria identità ,nella possibilità dell’anima,nella scoperta del mondo con i suoi colori e i suoi misteri.

Suo cugino,malato e innamorato di lei,resta affascinato dal suo potenziale entusiasmo,dall’ energia e da quella che appare come un’originale capacità di affrontare la vita e la incoraggia tanto da consigliare al padre morente di lasciarle una cospicua eredità:convinto com’è,magari solo accecato dall’amore,che l’ audacia le consentirà di esplorare la vita,beneficiandone magari egli stesso in parte dei risultati attraverso i futuri racconti di lei .

Niente di più sbagliato:non solo lei si fa immediatamente fregare da un bandito che la sposa per i suoi soldi ma paradossalmente è proprio la ricchezza che avrebbe potuto consentirle di esprimere la sua capacità di entrare nel mondo a spintoni che la annienta.

“Sono perdutamente innamorato di voi”le dice Osmond e finisce lì tutta l’intraprendenza,l’esuberanza e l’autonomia di una signora che voleva conoscere,conoscersi  e sfidare il mondo. Magari è proprio lì che doveva arrivare e i soldi non ne erano altro che lo strumento:allora tanto valeva sposare il primo pretendente che almeno l’amava davvero!ma si sa con i se e con i ma non si costruisce un’esistenza,che quasi sempre è fatta di coincidenze,intrecci e casualità che nulla hanno veramente a che fare con quello che si è!altrimenti perché mai persone assolutamente insignificanti,incapaci e persino cattive vivono una vita degna di essere considerata tale e altre,potenzialmente speciali,buone e geniali non riescono che a sopravvivere?ma questa è un’altra storia…..

La signora del ritratto diventa lo stuoino di un uomo ignobile e crudele che la maltratta,la usa e la debilita dentro talmente tanto da cancellare completamente quella ragazzina piena di entusiasmo di affrontare e vivere la propria esistenza nel modo più vero e completo del termine. Non si accorge nemmeno che la figlia che Osmond attribuisce alla prima moglie in realtà è figlia di quell’amica che l’ha usata per avvicinarla a lui;che insieme tramano per il matrimonio della ragazza con quel suo primo pretendente che ora si interessa alla piccola;che è stato proprio quel cugino che ormai sta morendo ad aiutarla a diventare ricca.

Non si accorge di niente la signora perché non è capace di reagire alla  sottomissione in una reazione uguale e contraria a quella che la spingeva un tempo  a fuggirne lontano.

Riesce ad andare a Londra al capezzale del cugino nonostante il divieto di Osmond soltanto perché l’amica in un rigurgito di rimorso le esprime il suo rammarico, ma fino alla fine mantiene la  sua oscura esitazione! … potrebbe restare in Inghilterra,sposare un altro antico spasimante e non ritornare a farsi asservire dal marito…..

Che ne farà ancora della sua vita la signora?

 

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